
La chiesa di San Clemente
Un'isola ricca di storia, un importante tassello di Venezia da raccontare
La Chiesa dell’isola di San Clemente
La chiesa dell’isola di San Clemente, dove sorge l’omonimo hotel 5 stelle, rivolta a levante, ossia nella direzione da cui era giunta la luce di Cristo, venne eretta nel lontano 1131 e divenne subito meta sospirata verso la quale si dirigevano i pellegrini.
D’origine romanica, come il monastero, presenta nella facciata, che risale al 1485, i tratti tipici dello stile rinascimentale lombardesco. Sono visibili interventi d’epoca secentesca che non hanno tuttavia compromesso lo stile quattrocentesco. Della primitiva facciata, rimane la Madonna con il Bambino incastonata nel mezzo dell’arco terminale della facciata.
Anche l’interno della chiesa venne rimaneggiato e lo si può notare dalle trasformazioni di chiaro stampo rinascimentale apportate alla cornice che sorregge la parte più antica. È per opera dei Camaldolesi che si attuarono i restauri della chiesa, sostenuti economicamente da Bernardo Morosini che affidò i compiti di restauro ad Andrea Cominelli nel 1653.
La chiesa di S. Clemente non ha mai avuto una vera e sostanziale ricostruzione, è stata profondamente modificata in conseguenza ad ampliamenti e restauri successivi tali che risulta difficile l’individuazione della pianta originaria. Quest’ultima probabilmente aveva un impianto romanico a croce latina, a navata unica con transetto, contenente l’altare maggiore e l’abside. Nel suo complesso la chiesa si sviluppava probabilmente secondo i canoni tipici del periodo di transizione tra il romanico ed il gotico, testimoniata dalla finestra ogivale, segnalata dal Seguso ed ora scomparsa, e dall’eccessiva altezza della volta a botte della navata centrale; tuttavia non sono stati finora trovati documenti che lo attestino con sicurezza.
Tutta la chiesa è stata arricchita durante il ‘600 e ‘700 da sculture e bassorilievi, ma i monumenti più importanti sono quelli dei Morosini, che scelsero questa chiesa per la tomba di famiglia. A metà del Seicento, infatti, risultava già trasformata a causa della costruzione della Cappella della Madonna di Loreto.
Nel lato più breve della Casa di Loreto, rivolto verso i fedeli, c’è l’altare principale della chiesa, nella parte opposta verso il coro, c’è il bellissimo bassorilievo del bolognese Giuseppe Mazza che rappresenta la nascita di Cristo e l’adorazione dei pastori, fuso nelle fonderie dell’arsenale nel 1703.
Il coro, che conclude l’abside della chiesa, era rivestito di stalli in noce intagliati nel 1672; cinque grandi quadri attribuiti ad ignoto del 1748 completavano l’arredamento; difficile è anche capire se sono stati dipinti dalla stessa mano o da artisti diversi. In tutti appare comunque evidente l’influenza delle più importanti scuole venete del tempo: quella del Ricci e quella del Tiepolo.
La sacrestia è una delle parti più suggestive della chiesa per le pareti rivestite dai vecchi e ricchi armadi di noce scuro e da appositi scomparti in legno lavorati con molta finezza, destinati a contenere i preziosi arredi. Purtroppo l’umidità dell’ambiente ha lasciato segni profondi sia negli arredi sia nelle strutture, come del resto in gran parte dell’edificio.
La Santa Casa di Loreto
La costruzione della casa di Loreto, e più in generale la particolare attenzione del Lazzaroni per l’isola, portarono ad una serie di circostanze fondamentali per radicali trasformazioni morfologiche.
Nel 1643 il Vicario Patriarcale e Pievano di S. Angelo, Francesco Lazzaroni, pensò di erigere a Venezia un edificio simile al santuario di Loreto per adempiere ad un voto fatto durante la peste. I Lateranensi di S. Clemente accettarono ben volentieri la proposta del Lazzaroni e in breve tempo la cappella venne costruita nella parte dell’abside, dove c’era l’altare maggiore. Fu prolungata di molto la zona absidale e la Santa Casa, inizialmente collocata a ridosso dell’altare maggiore, venne in seguito demolita e ricostruita dove si trova tuttora, per lasciare maggior spazio alla navata centrale.
La notizia della realizzazione della Casa di Loreto nel frattempo ebbe grande risonanza nella città (dove negli stessi anni vennero portati avanti i lavori della basilica della Salute in ringraziamento alla cessazione della peste) e molte famiglie, grazie alle loro offerte, contribuirono all’iniziativa. Venne anche presa la decisione, per completare la Santa Casa, di collocarvi la statua in legno della Madonna che si trovava nella Chiesa della Carità. È importante segnalare che la Santa Casa è arricchita di decorazioni marmoree sui lati e, sulla retrofacciata, si trova uno splendido bassorilievo di bronzo del 1703, opera del famoso scultore bolognese Giuseppe Mazza, rappresentante la natività di Gesù Cristo.
Il restauro odierno
Il restauro conservativo della Chiesa di S. Clemente in Isola ha avuto nelle sue finalità l’arresto dei processi di degrado ed il recupero di parti di rilevanza architettonica e storico artistica.
